panoramica
Gae Aulenti inaugura i restauri della Farmacia
Lunedì 24 gennaio saranno presentati al pubblico i risultati dell’intervento conservativo
Gli ambienti così recuperati ospiteranno un Info Point sul cantiere del Polo culturale


patetomnibus2Sarà Gae Aulenti a inaugurare i locali restaurati della farmacia storica dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena. L’architetto, incaricato della progettazione del Polo culturale che avrà sede nell’ex complesso ospedaliero, interverrà infatti alla presentazione dei risultati del restauro, in programma lunedì 24 gennaio, alle ore 18, al Sant’Agostino.

Situati nella parte monumentale dell’edificio, tra via Emilia e via Ramazzini, i locali della farmacia storica sono vincolati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e di proprietà della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, che ha acquisito l’intero ex ospedale nel 2007 con l’obiettivo di riqualificarlo e  trasformarlo in un nuovo luogo per la cultura.

I locali della farmacia, chiamata in origine spezieria, risalgono alla seconda metà del Settecento, quando il duca Francesco III, nel più ampio programma di rinnovamento edilizio della città, in linea con gli ideali di razionalità settecenteschi, decise la costruzione di un nuovo grande Ospedale, realizzato tra il 1753 e il 1762. Nel 1917 la farmacia è stata acquisita dal Comune di Modena.

L’intervento di restauro, avviato nel febbraio dello scorso anno e conclusosi a dicembre, è stato promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, diretta dall’architetto Carla Di Francesco, per un importo di circa 270.000 euro finanziati dalla legge sui proventi del gioco del lotto. I lavori sono stati progettati dall’architetto Corrado Azzollini della Direzione Regionale, incaricato anche della Direzione Lavori, e aggiudicati alla Ditta Candini Arte di Castelfranco Emilia. Contestualmente ai restauri della farmacia si sono svolte  anche le indagini dirette e indirette (stratigrafiche, strutturali e d’archivio) in gran parte dell’ex complesso ospedaliero.

L’ambiente della farmacia e gli arredi fissi hanno vissuto una complessa storia fatta di continui adattamenti, manutenzioni ed aggiornamenti. L’intervento di restauro ha in primo luogo reso evidenti le fasi costruttive e decorative che si sono susseguite nei secoli.

Nella volta a padiglione è riaffiorata l'antica decorazione pittorica, prima completamente annerita, caratterizzata da pigmenti in ottimo stato di conservazione e da colori come il Blu d’Oltremare, che, insieme alle  finiture in lamina d’oro, creano un netto contrasto con le cornici monocrome. Anche il cornicione in gesso e le pareti hanno rivelato decorazioni complesse, sui toni del marrone, articolate in un intreccio di filetti e di chiaroscuri. Nei medaglioni inseriti in ottagoni sormontati da lunette, tra volute e racemi, palmette e cigni che si fronteggiano, è possibile riconoscere uomini di scienza, accanto ai quali spicca la grande mano aperta con il motto dell’Opera Pia "Patet omnibus", che sta a significare che l’assistenza in tutte le sue forme è aperta a tutti coloro che ne abbiano bisogno.

Anche gli storici arredi lignei (ad eccezione del bancone) sono stati restaurati.
Le scaffalature storiche in legno d’acero sono state “liberate” da ben sedici strati di tinteggiatura. Il pavimento in marmette è stato sostituito con pianelle in cotto, prodotte a mano, delle stesse dimensioni di quelle originarie e montate secondo l’antica disposizione, parzialmente riscoperta sotto le scaffalature perimetrali. La sottostante struttura di sostegno, composta da frenelli e pianelle, è stata preventivamente consolidata in quanto varie zone presentavano cedimenti.

Il progetto di illuminazione rende pienamente fruibile la volta e valorizza gli arredi storici, rendendo al contempo gli ambienti più funzionali, in vista delle future destinazioni previste per questi spazi. Nell’immediato, dal 25 al 30 gennaio, è prevista l’apertura al pubblico dalle 17 alle 19, con visite guidate gratuite  nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 gennaio (solo su prenotazione presso gli uffici della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, al numero 059 239888, attivo dalle 8.30 alle 13). In una fase successiva, i locali ospiteranno temporaneamente un punto informativo sul cantiere di restauro dell’intero ex ospedale Sant’Agostino, che partirà entro la prima metà del 2012. È stato approvato, inoltre, un progetto di ricostruzione e allestimento della farmacia storica con annesso laboratorio secondo i canoni dell’Ottocento, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena,  Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Museo Civico di Modena, da realizzare a conclusione dei lavori per il Polo culturale.

L’incontro di presentazione dei restauri della farmacia, che si terrà il 24 gennaio alle ore 18, prevede in apertura i saluti del sindaco di Modena Pighi e del presidente della Fondazione Andrea Landi; seguiranno i contributi del Direttore Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna Carla Di Francesco e del funzionario della Direzione Regionale, progettista e direttore dei lavori, Corrado Azzollini. In chiusura interverrà Gae Aulenti.

Save the date (invito)
 

 
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Gae Aulenti inaugura i restauri della Farmacia
Lunedì 24 gennaio saranno presentati al pubblico i risultati dell’intervento conservativo
Gli ambienti così recuperati ospiteranno un Info Point sul cantiere del Polo culturale


patetomnibus2Sarà Gae Aulenti a inaugurare i locali restaurati della farmacia storica dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena. L’architetto, incaricato della progettazione del Polo culturale che avrà sede nell’ex complesso ospedaliero, interverrà infatti alla presentazione dei risultati del restauro, in programma lunedì 24 gennaio, alle ore 18, al Sant’Agostino.

Situati nella parte monumentale dell’edificio, tra via Emilia e via Ramazzini, i locali della farmacia storica sono vincolati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e di proprietà della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, che ha acquisito l’intero ex ospedale nel 2007 con l’obiettivo di riqualificarlo e  trasformarlo in un nuovo luogo per la cultura.

I locali della farmacia, chiamata in origine spezieria, risalgono alla seconda metà del Settecento, quando il duca Francesco III, nel più ampio programma di rinnovamento edilizio della città, in linea con gli ideali di razionalità settecenteschi, decise la costruzione di un nuovo grande Ospedale, realizzato tra il 1753 e il 1762. Nel 1917 la farmacia è stata acquisita dal Comune di Modena.

L’intervento di restauro, avviato nel febbraio dello scorso anno e conclusosi a dicembre, è stato promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, diretta dall’architetto Carla Di Francesco, per un importo di circa 270.000 euro finanziati dalla legge sui proventi del gioco del lotto. I lavori sono stati progettati dall’architetto Corrado Azzollini della Direzione Regionale, incaricato anche della Direzione Lavori, e aggiudicati alla Ditta Candini Arte di Castelfranco Emilia. Contestualmente ai restauri della farmacia si sono svolte  anche le indagini dirette e indirette (stratigrafiche, strutturali e d’archivio) in gran parte dell’ex complesso ospedaliero.

L’ambiente della farmacia e gli arredi fissi hanno vissuto una complessa storia fatta di continui adattamenti, manutenzioni ed aggiornamenti. L’intervento di restauro ha in primo luogo reso evidenti le fasi costruttive e decorative che si sono susseguite nei secoli.

Nella volta a padiglione è riaffiorata l'antica decorazione pittorica, prima completamente annerita, caratterizzata da pigmenti in ottimo stato di conservazione e da colori come il Blu d’Oltremare, che, insieme alle  finiture in lamina d’oro, creano un netto contrasto con le cornici monocrome. Anche il cornicione in gesso e le pareti hanno rivelato decorazioni complesse, sui toni del marrone, articolate in un intreccio di filetti e di chiaroscuri. Nei medaglioni inseriti in ottagoni sormontati da lunette, tra volute e racemi, palmette e cigni che si fronteggiano, è possibile riconoscere uomini di scienza, accanto ai quali spicca la grande mano aperta con il motto dell’Opera Pia "Patet omnibus", che sta a significare che l’assistenza in tutte le sue forme è aperta a tutti coloro che ne abbiano bisogno.

Anche gli storici arredi lignei (ad eccezione del bancone) sono stati restaurati.
Le scaffalature storiche in legno d’acero sono state “liberate” da ben sedici strati di tinteggiatura. Il pavimento in marmette è stato sostituito con pianelle in cotto, prodotte a mano, delle stesse dimensioni di quelle originarie e montate secondo l’antica disposizione, parzialmente riscoperta sotto le scaffalature perimetrali. La sottostante struttura di sostegno, composta da frenelli e pianelle, è stata preventivamente consolidata in quanto varie zone presentavano cedimenti.

Il progetto di illuminazione rende pienamente fruibile la volta e valorizza gli arredi storici, rendendo al contempo gli ambienti più funzionali, in vista delle future destinazioni previste per questi spazi. Nell’immediato, dal 25 al 30 gennaio, è prevista l’apertura al pubblico dalle 17 alle 19, con visite guidate gratuite  nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 gennaio (solo su prenotazione presso gli uffici della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, al numero 059 239888, attivo dalle 8.30 alle 13). In una fase successiva, i locali ospiteranno temporaneamente un punto informativo sul cantiere di restauro dell’intero ex ospedale Sant’Agostino, che partirà entro la prima metà del 2012. È stato approvato, inoltre, un progetto di ricostruzione e allestimento della farmacia storica con annesso laboratorio secondo i canoni dell’Ottocento, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena,  Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Museo Civico di Modena, da realizzare a conclusione dei lavori per il Polo culturale.

L’incontro di presentazione dei restauri della farmacia, che si terrà il 24 gennaio alle ore 18, prevede in apertura i saluti del sindaco di Modena Pighi e del presidente della Fondazione Andrea Landi; seguiranno i contributi del Direttore Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna Carla Di Francesco e del funzionario della Direzione Regionale, progettista e direttore dei lavori, Corrado Azzollini. In chiusura interverrà Gae Aulenti.

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