panoramica
La Biblioteca Civica Poletti
La Biblioteca Poletti è stata aperta al pubblico, nella sede del Palazzo Comunale, nel 1872, trasferita al Palazzo dei Musei nel 1882 e nella sede attuale, sempre presso il palazzo dei Musei, nel 1924. Qui, già nel corso del 1904 era stata inaugurata la Galleria Poletti destinata ad ospitare i saggi - costituiti da dipinti, sculture, progetti architettonici - realizzati dai vincitori del Premio Poletti. Con la chiusura della Galleria negli anni Cinquanta, la Biblioteca resta quale unico Istituto.
La Biblioteca nasce dal lascito dell’architetto modenese Luigi Poletti, composto di libri, stampe, fotografie, oltre che dei suoi disegni del suo carteggio. Luigi Poletti lasciò erede del suo patrimonio il Comune di Modena, con l’obbligo di istituire una biblioteca dedicata alle arti ed all’architettura e di finanziare gli studi di tre giovani modenesi scelti in un premio quadriennale, a lui intitolato, che volessero perfezionarsi per tre anni a Roma e per un anno a Firenze o Venezia nelle discipline della pittura, della scultura o dell’architettura.
La Biblioteca fu l’unica Biblioteca Civica fino alla fine degli anni Sessanta quando, con la costituzione del Servizio comunale di pubblica lettura, si specializzò definitivamente nella storia dell’arte e dell’architettura.
 

La Biblioteca Civica Poletti
La Biblioteca Poletti è stata aperta al pubblico, nella sede del Palazzo Comunale, nel 1872, trasferita al Palazzo dei Musei nel 1882 e nella sede attuale, sempre presso il palazzo dei Musei, nel 1924. Qui, già nel corso del 1904 era stata inaugurata la Galleria Poletti destinata ad ospitare i saggi - costituiti da dipinti, sculture, progetti architettonici - realizzati dai vincitori del Premio Poletti. Con la chiusura della Galleria negli anni Cinquanta, la Biblioteca resta quale unico Istituto.
La Biblioteca nasce dal lascito dell’architetto modenese Luigi Poletti, composto di libri, stampe, fotografie, oltre che dei suoi disegni del suo carteggio. Luigi Poletti lasciò erede del suo patrimonio il Comune di Modena, con l’obbligo di istituire una biblioteca dedicata alle arti ed all’architettura e di finanziare gli studi di tre giovani modenesi scelti in un premio quadriennale, a lui intitolato, che volessero perfezionarsi per tre anni a Roma e per un anno a Firenze o Venezia nelle discipline della pittura, della scultura o dell’architettura.
La Biblioteca fu l’unica Biblioteca Civica fino alla fine degli anni Sessanta quando, con la costituzione del Servizio comunale di pubblica lettura, si specializzò definitivamente nella storia dell’arte e dell’architettura.
 

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